| Olive, olio di oliva, origano,
semi di finocchio selvatico, sale, peperoncino. Spore dolce
con odore aromatico di colore verde
Lavorate a mano le olive appena raccolte
si lavano e si schiacciano con una pietra, poi si lasciano
in un contenitore pieno d'acqua per circa 10 giorni che
serve a renderle dolci. A questo punto si ripongono
definitivamente nel classico "tiniaddru" coperti
di acqua e sale. Dopo di che, ci si mette sopra un disco di
legno con un grande peso, di solito costituito da una o più
pietre.
La storia dell'olivo è intimamente legata
alla storia della civiltà, Dalla Siria e dalla Palestina
l'olivo si diffonde in Anatolia e in Egitto attraverso le
isole di Cipro e Creta. A partire dal VI secolo a.C. l'olivo
si estende a tutto il bacino del Mediterraneo, dalle sponde
africane a quelle italiane, dalla Francia meridionale fino
alla penisola iberica. La colonizzazione della Magna Grecia
(VII secolo a.C.) e l'Impero Romano diffusero poi la
coltivazione dell'olivo in tutti i paesi del Mediterraneo.
Perfino un'antica leggenda ellenica riporta che, Cecrope,
semidio, alla fondazione della città di Atene, chiese per
la sua città la protezione degli dei; tra questi nacque una
competizione sotto gli auspici di Zeus, tra Poseidone, dio
del mare e Atena, dea della saggezza; Poseidone col suo
tridente colpì la roccia facendone scaturire acqua salata,
ed un cavallo, come auspicio della dominazione sui mari.
Atena più semplicemente creò l'olivo, che per millenni
avrebbe offerto agli uomini un "succo prezioso"
per la preparazione dei cibi, usato anche come alimento, per
la cura, la bellezza ed il massaggio del corpo, fonte di
luce. Atena ebbe la palma della vittoria, e divenne
protettrice di quella città chiamata perciò Atene. |